Cade un capitello, sfiorata la tragedia

L’allarme degli amministratori: «La crisi rende tutti più fragili» – L’allarme di Anaci: «La crisi rallenta la manutenzione»

«Purtroppo un mix di piogge e condizioni climatiche sfavorevoli, unito a una crisi economica che costringe molti amministratori a lavorare in condomini in cui si sommano ritardi nei lavori e morosità, ci rende tutti più vulnerabili».

Pierluigi D’Angelo è presidente provinciale di Anaci, l’associazione che rappresenta gli amministratori di condominio, e guarda con preoccupazione agli ultimi episodi.

Un paio di settimane fa alcuni crolli avevano interessato il teatro Carlo Felice. Segno di una città che cade a pezzi?

«Dobbiamo stare molto attenti – avverte D’Angelo – Non possiamo permetterci di affidarci alla fortuna.

Non voglio nemmeno immaginare cosa sarebbe successo se quel pezzo di marmo avesse colpito quella donna al capo».

Il proprietario dell’immobile nel mirino è la Regione, che però ha già dichiarato pubblicamente di non aver ricevuto segnalazioni di pericolosità riguardante l’edificio di via Roma 11:

«La verità è che non ci sono protocolli definiti sulla manutenzione – spiega ancora D’Angelo – noi ci basiamo sulle segnalazioni che ci arrivano da un condominio, ma alla fine ne rispondiamo, in casi come questo. E’ chiaro che siamo di fronte una vicenda grave, che poteva finire in modo molto peggiore. Occorre vedere quale fosse lo stato delle cose e se erano stati effettuati controlli e lavori. Sugli effetti civili dei danni i condomini sono assicurati. Ma in termini penali, l’amministratore risponde in prima persona».

Visualizza l’articolo intero presente su !l Secolo XIX del 22 maggio 2015